Lettera ai giornalisti televisivi

 

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Cari giornalisti,

ierisera è successa una cosa gravissima, nel programma di Lerner. Il presidente del Consiglio (perché tale è, almeno fino a quando non cade il governo o non si arriva al termine della legislatura) ha telefonato in diretta in una trasmissione che và in onda su un canale privato, per insultare i presenti, il conduttore e, senza permettere di replicare, inanellare una serie di affermazioni quantomeno discutibili.

E tutto questo senza nemmeno l’ipocrita scusa che quella fosse una trasmissione del servizio pubblico, pagata dai contribuenti.

La mia domanda è se invece che ad un programma televisivo, il premier avesse scritto ad un giornale, avreste pubblicato la lettera? Insomma, capisco che avere il premier in diretta sia, da un punto di vista giornalistico, un colpaccio, capace di far alzare gli ascolti, ma c’è un limite a quanto questo signore può fare?

E questo limite chi lo deve controllare? Lo spettacolo di un uomo in preda ad una crisi di nervi è sicuramente pubblicabile, ma quando questo è il Presidente del Consiglio, debbono valere le stesse regole che valgono per un qualsiasi cittadino o forse sono necessarie delle maggiori attenzioni? E vi sembra giusto lasciare che questo poveretto (nel senso istituzionale del termine) possa scorazzare in qualsiasi trasmissione e dicendo qualsiasi cosa gli passi per la mente?

Bene ha fatto Floris a non accetatre le condizioni che il tapino (o il tappone, come spesso viene chiamato) impone per la sua partecipazione. Bene ha fatto Lerner a chiedergli di andare dai giudici, ma forse è necessario uno sforzo maggiore, per far capire a quest’uomo che, anche se lui è il Presidente del Consiglio, non tutto gli è permesso, non tutto gli è consentito.

Capisco di chiedervi una cosa che forse va oltre i vostri normali doveri, ma contenetelo, visto che lui, oramai, non ne è più capace.

E non per la sua di salute, ma per la nostra. Di quelli che vi fanno campare, pagando abbonamenti o sorbendo la pubblicità. Di coloro i quali sono, nel bene o nel male i vostri veri padroni.

Berlusconi ha costruito il suo potere sul controllo dei media e forse è ora che proprio dai media qualcuno gli ricordi quel vecchio detto “E’ la stampa, bellezza”.


Lettera ai giornalisti televisiviultima modifica: 2011-01-25T09:45:00+01:00da saturninoz
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