“biglietto, prego”

 

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Perso, l’aveva perso. Non lo trovava  più. aveva buttato per aria la casa, l’auto, la soffitta e pure la cantina, che non si sa mai.

Aveva passato la notte insonne ripassando freneticamente tutte le tasche, i cassetti, le borse, gli stipetti di casa.

Buttato per aria il letto e il divano. Quasi distrutta la poltrona, spostato i mobili della cucina e del soggiorno, ma niente, nulla, sparito. Aveva smontato l’auto, tolto i sedili, staccato i tappetini dal fondo.

Quel fottuto biglietto del superenalotto, quello con i sei numeri giusti, quelli che giocava (sempre quelli, non si ricordava manco da quanto), quelli che erano usciti ieri, quelli che avevano vinto ennemilioni di euro era come volatilizzato.

Aveva rifatto quattro volte la strada dalla tabaccheria a casa. Aveva riprovato a compiere i gesti che si ricordava, aveva imprecato, pianto, strillato, ma niente, quel fottuto biglietto non riappariva.

Ma l’avrebbero sentito, quelli del superenalotto, cristo se l’avrebbero sentito. Lui aveva vinto, dovevano dargli i soldi.

Deciso, usci di casa senza neanche chiudere la porta e si precipitò alla stazione. Fu sul treno che accadde il fattaccio. No, quell’uomo non doveva sfotterlo. non doveva prenderlo in giro. non doveva arrivare alle spalle e chiedergi “biglietto, prego”.

Ci vollero quattro agenti per staccarlo dal bigliettaio, e il pezzo d’orecchio lo sputò solo in commissariato, qualche ora dopo.

 

“biglietto, prego”ultima modifica: 2011-01-24T10:43:00+01:00da saturninoz
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