Idil, la vita, la morte e l’ipocrisia

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Sei nata ieri, Idil. Nata da una tragedia, nata da una speranza.

 

Sei nata ieri ed eri già orfana. Un destino terribile, orrendo e grandioso ti ha già segnato con un macigno che dovrai portare.

E i volti e le voci attorno a te son tutte di stupore, di gioia, di tenera dolcezza.

Peccato che, mentre tu rivelavi la forza della vita, il mondo nel quale sei potuta nascere dimostrava la sua ipocrisia, la sua spietata ignominia.

Sei nata e sei indesiderata. Qui non puoi stare. Straniera, dapprima del mondo ed ora di questa terra, ti aspetta un futuro segnato non solo dalla tragedia della morte di tua madre, ma dalla disumanità delle leggi di questo stato.

Le stesse persone che oggi hanno applaudito alla tua nascita, han già deciso che tu qui non possa vivere, che sei un pericolo per i loro figli.

Quelli che gridano di essere per la vita, e che si ergono a difensori della medesima, han già pronta la carta bollata che ti rispedirà a morir di fame, di guerra, di malattia.

Povera terra, povera Italia, schiava della paura, incapace di amore.

Idil, la vita, la morte e l’ipocrisiaultima modifica: 2010-09-29T10:16:00+02:00da saturninoz
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