Per una schiavitù democratica. Grazie Angeletti!

 

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Io sono un pacifista. Dopo molti anni e dopo aver visto innumerevoli errori legati all’uso della violenza, ho maturato la profonda convinzione che questa non risolva i problemi. Ma a volte è difficile applicare questa scelta ideale. Ad esempio nei confronti di quelle merde di sindacati, Cisl, Uil e UGL in testa, ma anche una buona parte della CGIL, che qualche settimana fa stappavano bottiglie a Marchionne e celebravano “il rientro del lavoro in Italia”.

Come un coro di periferia, con Sacconi (di merda) a dirigere, intonavano te deum al maglionato torinese, lodandolo come un novello creso che trasformava in lavoro tutto ciò che toccava.

Certo che il risveglio deve essere stato duro, quando si sono ritrovati a doversi mangiare quella pizza di merda che l’ex golden boy ci ha messo sul tavolo, calda e fumante: l’abolizione del contratto nazionale. In un colpo solo tutte le balle, ampiamente previste dalla FIOM, si sono materializzate, e il gioco della fiat è stato svelato.

Altro che rientro del lavoro, altro che difesa dell’identità nazionale. Con il suo piano la Fiat stà importando il terzo mondo in Italia. L’obiettivo è quello di portare gli stipendi degli operai italiani ad essere come i colleghi polacchi, se non quelli serbi. E senza diritti.

In questi giorni ho sentito uno come Ichino dire che il contratto nazionale frena lo sviluppo delle aziende. Certo, illustre  Ichino, pure l’abolizione della schiavitù ha danneggiato la libertà del commercio. Pensi a quanti seri imprenditori hanno dovuto abbandonare una onesta e remunerativa attività commerciale, e a quali costi si sono dovuti esporre gli armatori per riconvertire le loro galere.

Ma fortunatamente siamo giunti alla riabilitazione della schiavitù, come unico modo per uscire da questa crisi, almeno garantisce un tetto e un piatto di minestra ai lavoratori, che non dovrenno più preoccuparsi di queste amenità.

Con una  novità, democratica ed innovativa, in linea con questi nostri tempi: per diventare schiavi si dovrà firmare volontariamente un contratto, liberi di farlo.

Ecco perchè faccio fatica a restare pacifista. Non vorrei tra poco ritrovarmi ad invocare l’arrivo di Toussaint l’Overture. Anche se appendere Angeletti e Bonanno per i pollici al più alto pennone potrebbe essere interessante.


 

Per una schiavitù democratica. Grazie Angeletti!ultima modifica: 2010-07-28T10:14:00+02:00da saturninoz
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3 pensieri su “Per una schiavitù democratica. Grazie Angeletti!

  1. Mi spiace dire “lo avevo previsto”, ma oggi non provo pena per chi sta rischiando la schiavitù, non per quella parte che ha votato a favore a Pomigliano e tutti gli altri che hanno creduto in quei due, capisci quando scrivo che sono socialmente incazzata?

    Tremonti e Marchionne ci stanno vendendo ai lupi dell’FMI e si sentono ancora belati…

    Smetto a scarico il veleno che sento in bocca, farsi le maratone degli scioperi e delle occupazioni, le nottate bianche a stendere i pricipi della legge 300 e vederla mandare a puttane proprio da chi avrebbe avuto tutto l’interesse a difenderla…che si fottano

    Ciao Satù

  2. eh.. Non è che diciamo cose diverse, in fondo. Sento un’aria cupa sopra torino, con insicurezza e paura nascosta sotto le strade, dietro gli angoli. Nessuno ne parla e sembra un tabù svelarla, ma la sento colare dagli sguardi, tra le parole di circostanza. il problema è che quando esploderà sarà un fiume in piena.

  3. Satù, abito nel quatiere Santa Rita a un tiro di schioppo da Mirafiori, il quartiere sorto tra gli anni 50 e 60 proprio per i dipendenti Fiat, un quartiere misto, classe operaia e classe media, chi è in pensione sospira di sollievo (se si può dire), ma chi ci lavora ancora la dentro ha gli occhi vitrei, guarda il vuoto, mi auguro tu voglia dire che questi troveranno un rigurgito di orgoglio per se stessi e reagiscano, Satù, se Marchionne se ne va, a Torino fa solo un favore, la gente smette di sperare e magari si rimbocca le maniche in maniera diversa, le fabbriche di automobili vecchia maniera, ovvero a benzina, non hanno più futuro, nemmeno in India le fanno più, a chi le vende Marchionne?

    Perchè con i soldi che vuole dallo Stato non si accompagna chi ne ha diritto alla pensione e si cerca di ricollocare gli altri levandoci dal collo questo vampiro?

    Più ci penzo e più vado in bestia, in 30 anni la Fiat ha buttato fuori solo in Piemonte 180 mila posti di lavoro e ancora gli si da credito?

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