Lettera agli operai di Pomigliano “…è un voto di paura”

 

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Cari colleghi,

oggi nella vostra fabbrica ci sarà un referendum sul quale è stata scaricata una responsabilità enorme, che non vi compete. A sentire i tromboni e le trombette di questo paese, dal vostro voto dipenderà il futuro dell’industria in italia, lo sviluppo del sud, la rinascita del paese e non so quante altre amenità.

Questo referendum è la prova provata di come siamo ridotti male. Siamo un paese che non ha una politica industriale, e che lascia al capitale la funzione di decidere del proprio futuro. Siamo un paese che ha lasciato il sud in balia a speculatori e mafie, sperperando e ingrassando di con la corruzione, invece di costruire e governare lo sviluppo. Siamo un paese che scarica su 5.000 poveri cristi l’onere di dover decidere come impiccarsi, se da disoccupati o da schiavi.

Io, nel mio piccolo, ho provato la vostra situazione, quando per vari motivi ho dovuto scegliere tra lo stipendio e il mantenimento di diritti acquisiti. Sò quindi come ci si sente, e non vi giudico, qualsiasi risultato emerga dalla farsa che oggi affronterete. Sappiate però che sono tutte balle.

Il vostro voto, obbligato e obbigatorio, sarà ininfluente sul vostro futuro. La verità è che il padrone (sì perchè Marchionne e la Fiat sono dei padroni) farà solo quello che ritiene utile alle proprie tasche, al proprio portafoglio.

La verità e che sopra di voi i nuovi barbari del profitto hanno già deciso cosa sarà del nostro futuro. Quindi  votate sereni, e non sentitevi in imbarazzo nell’esprimere la vostra decisione.

Non siete voi che state svendendo lo statuto dei lavoratori, ma chi l’ha permesso, chi ha consentito che il lavoro perdesse dignità e centralità, chi ha fatto diventare  i nostri giovani fantasmi senza voce, chi, con ottusa stupidità ha coltivato la barbarie di questo fascismo postmoderno, sperando di averne un tornaconto personale.

Un saluto ed un abbraccio, quindi. L’inverno dei diritti ci aspetta, e ci sarà solo un modo per uscirne: ritrovare parole e dignità, speranza e ragione.


Saturnino

 

PS. ho appena sentito un’intervista ad un’operaio di Pomigliano: ha descritto perfettamente la situazione: “è un voto di paura”. Non ne dubitavo.


Lettera agli operai di Pomigliano “…è un voto di paura”ultima modifica: 2010-06-22T09:41:00+02:00da saturninoz
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3 pensieri su “Lettera agli operai di Pomigliano “…è un voto di paura”

  1. Un voto di paura?
    Sai cosa mi fa paura Saturninox?
    Non la protevia del califfo o quella di Marchionne, io ho paura della paura della gente.
    Solo la paura dell’uomo comune ci può affossare del tutto e non un branco di capitalisti.
    E meno male che non è stato un blescito, se vuole attuare il piano C, gli costerà più della produzione in se.

  2. mah, che questo sia un governo di paura, che governa con/sulle paure mi pare oramai acclarato. Per una volta concordo con scalfari, siamo usciti dalla modernità, si vive solo nella contemporaneità. Abbiamo perso il lingaggio che ci ha permesso di costruire questa repubblica e ci vorrà tempo prima che i barbari trovino di nuovo una umanità condivisa. Per fortuna che ci sono ancora spazi/srazi di coscienza, anche se minoritaria.

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