Nella vita ci vuole un metodo.

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Non c’è niente di peggio per uno scrittore che perdere l’ispirazione. Trovarsi di fronte alla tastiera del pc, o ad una pagina bianca, maledettamente bianca, è orribile.

I pensieri che magari fino a pochi momenti prima erano chiari in testa e sembravano dover trovare solo il tempo per sprigionarsi dai polpastrelli, di colpo spariscono, si confondono, diventano banalità orrende, improponibili.

Il caos si affaccia nella mente, come un vortice inespugnabile.  Oppure il deserto, il vuoto più totale. E i giorni passano, uno dopo l’altro, inesorabili. Più ci provi e più sei bloccato, inerte, come inaridito.

Ma io una soluzione l’ho trovata. L’idea è stata semplice in fondo. Quando vuoi che qualcosa cresca devi nutrirla. Se vuoi che il tuo geranio faccia fiori devi dargili acqua e concime, regolarmente.

E io l’ho fatto. E’ il terzo cervello che consumo, e già sento le idee tornare, maturare, emergere.

Come dite? Da dove ho preso i cervelli? Beh, questo in effetti  è stato un poco complicato, anche perchè evidentemente il cervello degli animali non andava bene. Pensieri troppo elementari, non utili a fornire storie e situazioni da scrivere. Meglio usare cervelli freschi di persone complesse, magari criminali. Meglio giovani balordi o qualche puttana, magari arrivata come schiava dall’est.

Mentre li mangio è come se mi raccontassero le loro storie, le loro debolezze, i loro desideri. Ho gia quasi finito un romanzo, con i primi due.

Manca poco, e il mio editore è contento, anche se dice che il mio stile è un poco cambiato. Ad essere sinceri, forse ha ragione. I due che mi hanno fornito le idee erano due trans. Devo stare più attento.

Nella vita ci vuole un metodo.ultima modifica: 2010-05-30T22:07:11+02:00da saturninoz
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