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Era  un po che le curve continuavano e ha cominciato ad avere un dolore nel cuore.
Silenziosa, al volante, E la guida sempre più veloce, e lei sentiva sempre meno. Ripensò a quando cantavano in magazzino. Si aggrappò alla portiera, mentre la scena fuggiva, dietro le righe furiose, piegate dalla strada tortuosa. Il sole scendeva all’orizzonte.
Improvvisamente, così rapidamente, che pareva irreale, ha frenato urlando me ne vado. Il mondo si fermò. Un attimo blu, pesante e grave, si appoggiò così forte sul petto che non esisteva più e un attimo dopo sbriciolò il parabrezza. Proiettata attraverso il cristallo, volò al rallentatore, osservando come la sua ombra sull’asfalto correva sulla strada, lungo la striscia gialla fino a fermarsi contro un albero. Chiuse gli occhi, il suo corpo spezzato, come morto, un gusto metallico in bocca, cracking, bruciore e poi più nulla.
Adagiata ai piedi dell’albero, piano piano si senti riprendere..

Oh yeah. Mi fa male.

Paralizzata, occhi chiusi, il vento tra i rami, il canto degli uccelli. Il rumore delle auto che girano. Rimase lì. Longtemps. Long.

Bip Bip. Beep Beep.


Era il suo telefono cellulare. Aprì gli occhi, un sapore del sangue in bocca. Il dolore ritorto nella testa infiammata. Chiuse gli occhi e li riaprì lentamente. La testa di lato, vide che il suo braccio destro era fratturato. C’era sangue, pezzi del parabrezza, il dolore diventa più preciso come una palla enorme, diventa informazione. La sua gamba in fiamme, le braccia urlavano, la nuca batteva come una sincope impazzita.
Si riabituò alla luce, era crollata e disarticolata ai piedi di questo albero enorme ombroso.

Bip Bip. Bip Bip.

Con la sinistra, afferrò il suo portatile e cominciò a leggere il messaggio trillante. I suoi occhi ci hanno messo dieci secondi buoni per mettere a fuoco lo schermo. Lentamente, vide:

“Ho imparato. Buona fortuna e se hai bisogno di parlare, io sono qui”

Bip Bip. Beep Beep.

“Rispondimi, per favore non farmi questo! Call me! “

Il dolore alla nuca si stava calmando e sentiva il petto espandersi e sgonfiare. Non si era nemmeno accorta che quasi non respirava. L’aria gli fece bene.

Bip Bip. Beep Beep.

“o cazzo, lo sai che non volevo! Dai scusami, rispondimi!

È stata solo una stupida distrazione, lo sai che t’amo”

Lei sorrise, il braccio quasi non la faceva più soffrire. Dolorosamente si stese un pò indietro, sedendosi nel bagagliaio,  liberando ora la testa “inspira profondo” si disse. E si addormentò.

La luna restò accesa, quella notte e la strada le cantò il suo sibilo, di ruote rotolanti, di clacson gracchianti.

 

Short message serviceultima modifica: 2010-05-26T01:03:00+02:00da saturninoz
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