Matteotti, la tv e la sparizione del fascismo

 

 

 

In questi giorni sta passando in Tv uno spot che promuove il Premio Giacomo Matteotti. “L’obiettivo è mantenere viva la figura del martire del fascismo e, soprattutto, i suoi ideali di libertà, fratellanza tra i popoli e di giustizia sociale, che ne hanno fatto un grande protagonista della storia del Novecento, figura di spicco della storia e della cultura, e non solo italiana.” o almeno così si afferma nel sito del Governo Italiano che presenta il premio.

Peccato che nello spot il fascismo non ci sia. Niente, nessuna immagine riporta agli assassini di Matteotti, crimine che il capo del Fascismo, in parlamento, ha dichiarato di aver commissionato.

Forse sarà che non si usa più parlare di fascismo, forse sarà che con rottami postfascisti come il ministro buttafuori La Russa o l’incomparabile Gasparri ricordare che i fasciti uccidevano gli avversari politici sta male, ma niente di questo spot ricollega Matteotti alla storia del nostro paese.

Per  chi vede lo spot potrebbe sembrare che Matteotti sia stato una vittima del muro di Berlino ucciso dai comunisti, o un missionario nell’africa nera.

Un’amnesia forse o una scelta voluta da chi fa della memoria un giocattolo buono ai propri scopi, alla propria parte.

Non riesco a non abbinare questa schifida storia con l’altra successa alla manifestazione di Roma, dove Borsellino (forse magistrato) diventa un esponente avversario, un nemico. Questi impuniti del Pdl non esitano a trasformare un uomo di destra, ma nemico della mafia, in un avversario da abbattere, da distruggere. E si definiscono il partito dell’amore.




 

Matteotti, la tv e la sparizione del fascismoultima modifica: 2010-03-22T15:29:58+01:00da saturninoz
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