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Stava lì, riverso sull’asfalto. Si faceva fatica a riconoscere in quel mucchietto di stracci e carne insanguinata quello che era stato, nello splendore dei suoi ventitre anni.

Solo un piede, evidentemente protetto dallo scarpone, faceva capire che quello non era un mucchio qualsiasi di rimasugli dell’esplosione, ma un corpo, che probabilmente, per chi ci crede, aveva contenuto un’anima.

Aveva sperato, amato, pianto. Era stato desiderato, oggetto di attenzioni, di scherzi e di invidia. Aveva gridato, probabilmente anche litigato per un parcheggio, per la fila alle poste, per una multa ingiusta. Adesso era anche difficile pensare che potesse stare in piedi, correre, saltare. Un mucchio di spazzatura caduta da un camion di rifiuti, ecco cosa sembrava.

E adesso è un eroe, uno che viene citato ad esempio per le generazioni future. Uno per il quale la gente piange, si rattrista, manda fiori. Che viene benedetto nelle chiese, al quale si intitolano piazze e strade. Che fa ripensare ministri, risvegliadoli con il rosso del suo sangue.

Avrei preferito un figlio frocio. O delinquente, o con qualsiasi altra difficoltà. Ma eroe, proprio no.

Almeno non sarebbe dovuto morire per diventare qualcuno. Almeno adesso sarebbe vivo.

 




 

Heroultima modifica: 2009-09-21T20:40:00+02:00da saturninoz
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