Mozambico, il viaggio e le foto.

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Ho postato, nella colonna a destra, l’album di foto del viaggio in Mozambico. Bel viaggio, con un grosso neo: Il tempo.

Troppo poco per riuscire ad avere qualcosa di più di un semplice assaggio, in quello che per me è stato il primo contatto con l’africa nera. Quello che ho trovato è un paese poverissimo, che ancora non è riuscito a rimarginare le ferite dell’uscita dal colonialismo e della successiva guerra civile. L’eredità che queste cose hanno lasciato sono pesantissime, e ulteriormente complicate dall’arrivo dell’AIDS, con i suoi effetti mortali.

Ho trovato un paese con persone gentilissime, sempre disposte a fare qualcosa per aiutarti. Ad esempio il bigliettaio del pullman col quale siamo giunti a Maputo, saputo che non avevamo prenotato un albergo, ha telefonato lui al nome che gli avevano dato (il famoso Fatima) e ci ha fatto venire a prendere. Col suo telefono.

Ho trovato un paese fatto di gente che ha tutti i giorni il problema di mangiare, e che campa con stipendi di 2 euro al giorno. Ho trovato un paese che ha nella corruzione uno dei suoi problemi maggiori. Tutto funziona a mazzette, e tutto deve essere unto, aiutato. Il paese sta per essere conquistato da chi ha i capitali, e i concorrenti sono due: la Cina e il Sud Africa.

La prima cosa che mi ha colpito, è stata la mancanza di uccelli. Le mie esperienze in paesi del terzo mondo erano sempre state piene di volatili, sia in città che in campagna. Qui ne ho trovati pochissimi, dappertutto.

Alla domanda sul perchè, la risposta era sempre quella: durante la guerra ce li siamo mangiati tutti. Forse è vero, ma visto che i conflitti sono terminati da oramai 12 anni, mi sa che stanno continuando a mangiarli, magari di nascosto.

L’altra cosa che poi mi ha colpito, e molto, è stata quella di non vedere molti anziani. Anzi, davvero pochi. Poi ho scoperto che l’aspettativa di vita media, in Mozambico è di 40 anni, e che il 25% ha l’Aids.

Ho trovato anche gente piacevole, disponibile, tranquilla. Con quell’abitudine a vivere secondo la luce del sole, senza l’affanno del nostro mondo. Con occhi profondi e sguardi aperti, come i sorrisi, che da noi son sempre più rari.

Certo la povertà gioca pesante con loro, e iniziano ad avere fenomeno come i ninos de rua, comuni a molti altri paesi. La trasformazione della società in stile capitalistico, l’AIDS, il turismo e la mancanza di lavoro provocano anche qui la disgregazione del tessuto sociale e delle forme di solidarietà tradizionali, con effetti evidenti di criminalità e di abbandono dei bambini.

Mi restano però nel cuore, oltre alle facce e alle storie che mi hanno raccontato, la luce delle sue spiagge, la polvere rossa delle sue strade e la bontà dei suoi gamberi. Approposito in 20 giorni di viaggio, miente maledizione di montezuma. In compenso aragoste come se piovesse. Grazie Mozambico, alla prossima!

 

 

Mozambico, il viaggio e le foto.ultima modifica: 2009-08-23T16:06:51+02:00da saturninoz
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