io non sono mio. Dopo l’obbligo di vivere per legge, a quando l’assalto all’aborto?

 

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Il dado è tratto, la vita non è di chi ce l’ha, ma della legge dello stato. Con il’approvazione della legge, ipocritamente chiamata “disposizioni anticipate di fine vita” il principio che determina il passaggio della vita dalla responsabilità personale a quella di Stato, con la definizione di indisponibilità della propria vita da parte dell’individuo.

Un mostro legislativo che si pone come base per la modifica della nostra società in una che prevede l’ingerenza dello Stato nelle scelte fondamentali di ognuno. Macchè diritti umani, macche libertà individuali. Legge, Stato, repressione. Altro che stato liberale, Una concezione dello Stato come molok che controlla, determina, reprime. Come o peggio dei  tanto vituperati regimi comunisti o totalitari.

E questo è solo l’inizio, ben altro (e ben di peggio) si profila all’orizzonte. In particolare non si capisce perchè uno non debba essere libero di decidere sulla propria vita e possa decidere su quella che porta in grembo.

Le conseguenze di questa legge sono ancora tutte da scoprire, e riguardano sia le proprie prerogative personali che quelle del diritto, arrivando ad inibire la possibilità di accedere alla magistratura, nel caso in cui un cittadino pensi di subire un torto. Questa legge pone un grosso limite nell’accesso alla giustizia, diventando così anche in questo caso prima pietra per smontare anche questo dato di una società liberale e laica. Insomma su questa legge si stanno giocando i nostri destini del cittadino, inteso come individuo responsabile e detentore di libertà.

io non sono mio. Dopo l’obbligo di vivere per legge, a quando l’assalto all’aborto?ultima modifica: 2009-03-26T18:07:00+01:00da saturninoz
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