Deserto

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…Camminavano lentamente verso l’acqua di pozzi, per bagnarsi la bocca sanguinante. Il Vento aveva cominciato a soffiare, lassù, sull’Hamada.

Nella valle, si affievoliva contro le palme nane, nei cespugli spinosi, nei dedali di pietre a secco. Ma, lontano dalla Saguinet, in mondo scintillava agli occhi dei viandanti; pianure di rocce taglienti, montagne laceranti, crepacci, strisce di sabbia riberveravano il sole. Il cielo non aveva confini, di un azzurro talemente duro da bruciare la faccia. Ancora più lontano, gli uomini camminavano nel reticolo delle dune, in un mondo straniero.

Ma era il loro vero mondo. Quella sabbia, quelle pietre, quel cielo, quel sole, quel silenzio, quel dolore, e non le città di metallo e cemento, dove si udiva il rumore delle fontane e delle voci umane.

Era qui, l’ordine vuoto del deserto, dove tutto era possibile, dove si camminava senza ombra sull’orlo della propria morte. Gli uomini blu avanzavano sulla pista invisibile, verso Smara, liberi come nessuno al mondo. Intorno a loro, a perdita d’occhio, solo le creste immobili delle dune, le onde dello spazio che non si poteva conoscere. I piedi nudi delle donne e dei bambini si posavano sulla sabbia, lasciando una traccia leggera che subito il vento copriva.

In lontananza, i miraggi sospesi fra terra e cielo, città bianche, fiere, carovane di cammelli e asini carichi di viveri, sogni indaffararti. E gli uomini stessi sembravano miraggi, che la fame, la sete e la stanchezza avevano fatto nascere sulla terra deserta… 

 

J.M.G LE CLEZIO – Deserto- BUR rizzoli 

Desertoultima modifica: 2009-01-24T15:37:00+01:00da saturninoz
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