Fuoco Greco

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   Verso il 300 si ha una formula per un «fuoco automatico» in Giulio Africano. Il testo ci dice che lo si prepara prendendo zolfo non bruciato, sale estratto dalla pietra, pietra di fulmine, pirite per parti uguali. Il tutto viene pestato in un mortaio nero a mezzogiorno; alle sostanze si aggiungono succo latteo di sicomoro nero e bitume liquido di Zante, in parti uguali, ed il preparato viene mescolato fino ad ottenere una pappa sciolta; dopodiché si deve aggiungere un po’ di calce viva. I materiali vanno mescolati bene a mezzogiorno e bisogna proteggere il viso, perché la miscela può infiammarsi all’improvviso. Il preparato va chiuso bene in vasi di rame e conservato così per essere pronto per l’uso. Che sia protetto dai raggi di sole e venga utilizzato contro i nemici al tramonto, perché quando il sole è intenso basta uno sbaglio per incendiare tutto.
 
Fuoco Grecoultima modifica: 2008-12-22T21:07:49+01:00da saturninoz
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