mannaggia, sta per tornare lo scontro sociale e non ho niente da mettermi!!

 

Le premesse ci sono tutte. Il prezzo del petrolio senza controllo, la crescita dei paesi come Cina e India che stanno erodendo il benessere del vecchio mondo, lo spostamento dell’asse dell’economia dall’atlantico al pacifico sono oramai fatti indiscutibili. L’ Europa che non riesce a superare le divisioni nazionaliste e non può fare sistema di fronte alle sfide, non solo economiche, che si trova di fronte.

La Russia dopo il crollo del comunismo ha ripreso un ruolo internazionale, grazie al metano, e può tranquillamente usare le armi per difendere i propri interessi.

Gli Stati Uniti, che continuano l’opera di gendarme del mondo, con alterne fortune. 

In Italia l’arrivo dell’autunno si preannuncia come il momento in cui le bufale di un teleimbonitore arriveranno al pettine, con innumerevoli conflitti da gestire. Alitalia, Scuola, pubblico impiego sono solo alcuni dei nomi che sono sospesi dal periodo estivo, per non parlare delle riforme istituzionali e del federalismo che incombono sul quadro politico.

Certo, il governo avrebbe i numeri per gestire in tranquillità queste cose, ma non saranno tutte rose e fiori. L’utilizzo del voto di fiducia, in un parlamento con una maggioranza enorme, indica che sotto una parvenza di unità, le divisioni ci sono, e sono anche profonde.

 

Tutto questo potrebbe essere, per un’opposizione decente, una situazione in cui inserirsi proficuamente.  Ma purtroppo le cose non stanno così.

Il PD sembra più attento a definire le dinamiche interne che a fare opposizione. La votazione in parlamento sul caso Englaro ha dimostrato come l’equilibrio interno sia determinante nel definire le posizioni del partito, anche portandolo ad esimesi dal prendere una posizione che in europa sarebbe condivisa da tutti i partiti democratici ed anche da molti partiti conservatori.

Ma la situazione è ancora più assurda nei partiti che sono rimasti esclusi dal parlamento nelle ultime votazioni. Dopo quello tsunami di aprile, sembra che le parole d’ordine siano “meglio soli” e  ” mantenimento delle radici”. In tal senso si sono praticamente espressi tutti i tre congressi dei partiti dell’Arcobaleno, conclusi nel mese scorso.

Dopo la tornata congressuale il  panorama è desolante:

Sinistra Democratica probabilmente rientrerà nel PD, Rifondazione è spaccata in due, con parti più o meno equivalenti che vivono da separati in casa. I Verdi sono spariti, trascinati nella voragine carsica del voto di aprile, e non è chiaro se e dove riemergereanno. 

I puri e duri di Diliberto sono quelli che sembrano aver avuto meno problemi, ma hanno deciso per una posizione di chiara minoranza, adagiandosi nella testimonianza.

 

Si preannuncia quindi una stagione piena di conflitti e che non vedrà la presenza di una parte politica capace di interpretarla. Il rischio è una radicalità delle forme di lotta e una mancanza di una direzione capace di affrontare i problemi tenendo conto della complessità della nostra società, lasciando quindi a questa destra forcaiola e repressiva lo spazio per criminalizzare le forme di protesta, come già nella Campania i primi segnali dimostrano. 

Tempi duri ci attendono, specie per l’incapacità di esprimere una politica che riesca ad uscire dal telerimbambimento imposto dal Cavaliere.Questa paresi del pensiero di sinistra stà diventando insostenibile, tanto da far pensare che in questa democrazia globalizzata non ci spazio per un pensiero di sinistra. 

 

 

 

mannaggia, sta per tornare lo scontro sociale e non ho niente da mettermi!!ultima modifica: 2008-08-10T22:12:00+02:00da saturninoz
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento