il voto al nord ovest, analisi dalla provincia

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Vivo a Chivasso, nei dintorni di Torino, in una zona in cui storicamente il voto era orientato a sinistra. A queste elezioni il vento è cambiato, con una grossa affermazione del centro destra, e della Lega in particolare che raggiunge il 7.6%.

La cosa strana è che in queste zone la Lega aveva perso notevolmente in termini di presenza, tant’è che a chivasso (24.000 abitanti) non ha nemmeno una sede nè è presente in consiglio comunale.  

Da queste parti negli ultimi anni sono successe profonde trasformazioni, che hanno portato alla scomparsa di un tessuto produttivo basato sulle grandi fabbriche, che hanno chiuso una dopo l’altra.  Il tutto si è trasformato in aziende anonime e sopratutto di servizi, spezzettate nell’indotto dei grandi marchi. La presenza di extracomunitari è simile ad altre zone del nord, ma è più sotterranea, meno visibile. l’indole poco esibizionista del piemonte per ora (almeno in queste zone) riesce a contenere almeno le forme dell’immigrazione, che si riversa nella vicina Torino.

I motivi dei cambiamenti del voto penso che siano almeno due:

l’invecchiamento della popolazione;

la perdita della sinistra di un’egemonia culturale;

Il primo punto, che vede in questo territorio una presenza di ultrasessantacinquenni molto più alta della media nazionale, ha permesso la crescita di sentimenti arcaici, legati alla sicurezza ed alla paura del futuro.

In questo territorio i crimini sono in calo, ma le notizie provenienti da Torino o dal resto del nord di furti in ville, ha prodotto un senso diffuso di insicurezza preventivo.  Su questo si è incatenata la difficoltà delle nuove generazioni, spesso mantenute nelle famiglie fino a tarda età, in situazioni di precariato perenne. L’incertezza del futuro ha saldato le preoccupazioni degli anziani con la disillusione dei giovani, che non si sentono rappresentati da una sinistra troppo presa a garantire gli occupati. In questo territorio, a differenza del nord est, non esiste un’imprenditorialità diffusa, se non sui servizi. L’incertezza del futuro, legata alla difficoltà del lavoro nel presente, ha portato a cercare risposte di semplificazione sulla progettualità della gente, specie dei giovani.

Il secondo punto ha chiaramente attraversato la prima considerazione, lasciando campo alla destra  su modelli di comportamento e idealità. Emblema di questa situazione è la perdita fisica delle piazze. Luoghi che fino a qualche anno fa erano di ritrovo per la sinistra, sono ormai da molto frequentati da forza italioti e destri vari. Nei partiti di sinistra il ricambio generazionale è molto difficile, mentre la presenza dei givani caratterizza le manifestazioni della destra.

Vi è un’altro punto che però non mi sembra tipico di questa zona, ma che riguarda l’intero territorio nazionale. Ed è l’aver pensato, da parte della sinistra, che la rappresentanza fosse di per se produttrice di consenso. Ovvero che l’essere dentro il sistema di potere portasse (quasi in automatico) ad avere consenso. Forse si è pensato che un sistema similclientelare potesse garantire il voto.

Non è così, o almeno non è così nelle zone libere da ingerenze mafiose. Queste elezioni hanno dimostrato che la rappresenatnza istituzionale è il frutto di una presenza sul territorio, della capacità di interpretarlo e di essere riconosciuti e credibili. i casi di Vicenza e di Roma (provincia) lo dimostrano chiaramente.

In ultima analisi mi pare che il problema di fondo sia la mancanza di un futuro, di un’idea di futuro. Questo amplifica l’insicurezza sociale e genera richiesta di sicurezza. 

Però, per non essere ipocrita vorreiportare un esempio. In un paesino di 900 abitanti qui vicino, il comune di torino era proprietario di tre palazzine con circa 9 appartamenti. Quattro anni fa era stata ventilata l’ipotesi di dedicarle all’ospitalitàdi rom.  Questo aveva fatto scattare la reazione degli abitanti, tant’è che di fronte alle reazioni non se ne fece più niente. Io ero rimasto deluso dalla reazione dei locali, ma oggi, a distanza di 4 anni penso che, forse sia stato meglio. Lo spostamento di una “grossa comunità” (in proporzione) senza adeguate forme di assistenza, probabilmente avrebbe creato problemi di integrazione. 

Forse su alcuni temi si deve superare l’impostazione ideologica e cercare soluzioni più efficaci. O mi sbaglio? 

il voto al nord ovest, analisi dalla provinciaultima modifica: 2008-04-30T10:08:35+02:00da saturninoz
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