Kill! Kill! Truestory murder Osama

L’ufficio era nella penombra. Sul grande schermo le immagini sobbalzavano veloci, claustrofobiche. I cinque uomini osservavano le sequenze provenienti dal satellite, sgranate, filtrate dai visori notturni. L’uomo al centro era l’unico con in testa il visore e protendeva il guanto HCID con scatti nervosi, quasi rabbiosi. I rumori dell’incursione riempivano l’aria, nel silenzio dei presenti. L’unico che gridava era il … Continua a leggere

La bestia (piccola cronaca dal Bossiland)

  Questa volta l’ho visto, mi dovete credere. Era qualche giorno che avevo la sensazione che ci fosse qualcosa in giardino. Niente di che, piccoli segnali. Una sedia spostata, briciole di pane sul marciapiede. La porta della rimessa che sbatte, ed io ero sicuro di averla chiusa. Poi ieri sera l’ho visto. Mi ero appostato in cucina con le luci … Continua a leggere

Evviva! Castro!

  Oggi, anno di grazia 2030, celebriamo il giorno del Grande Morso. Celebriamo il ricordo di quell’atto che liberò il nostro paese dall’incubo che stava vivendo, nei primi anni del secolo, sotto il regime del sultano. E’ grazie all’eroica azione di Giovanna Pertichetti, meglio conosciuta col nome dibattaglia Samantah, che, con sprezzo del pericolo e grazie alla sua audacia personale, … Continua a leggere

“biglietto, prego”

  Perso, l’aveva perso. Non lo trovava  più. aveva buttato per aria la casa, l’auto, la soffitta e pure la cantina, che non si sa mai. Aveva passato la notte insonne ripassando freneticamente tutte le tasche, i cassetti, le borse, gli stipetti di casa. Buttato per aria il letto e il divano. Quasi distrutta la poltrona, spostato i mobili della … Continua a leggere

La dichiarazione (l’amore ai tempi del sultano)

Questa sera l’avrebbe chiesto. Oramai erano anni che uscivano, che si frequentavano. Aveva praparato tutto, con estrema attenzione. Il locale (quello bello, in riva al lago, che per entrare dovevi prenotare due mesi prima) un vestito nuovo, preso nei saldi da valentino. L’anello, le parole dette e ridette, studiate e limate. Non poteva andare a vuoto, non poteva rifiutare. E … Continua a leggere

Cronache dall’altro mondo

  Il mio mestiere? raccolgo anime. Lo so, detto così sembra una roba difficile, ma in realtà è molto semplice: quando qualcuno lascia questo mondo, io arrivo e carico l’animaccia sua ( beh, non sempre è una schifezza) e la porto di sopra, in tintoria. Lì fanno un’analisi delle macchie e via al candeggio, quando si può recuperare. E’ un … Continua a leggere

Son sempre i migliori che se ne vanno.

  Oramai stava tirando gli ultimi. Il respiro era pesante, ed ogni movimento era doloroso. Giaceva esangue, davanti al portone. Cancello 5. Lo aveva attraversato per anni, non ricordava più nemmeno da quando. Le immagini andavano e venivano, nei momenti di lucidità. Non riusciva più a distinguere se quello che vedeva era reale o se erano flashback che si sovrapponevano. … Continua a leggere

Sei mesi

        E’stato veloce. Tra di noi. Come un treno che non fa fermate, che non si vede fuori. Attenzione, solo questo. Stare lontano dai marciapiedi, senza paura. Fissati l’uno all’altra. Raccontarci un progetto impossibile. IO comincio lentamente ad etichettare i tuoi bagagli, TU a  curare per la mia malattia. Appannare i finestrini. Cavoli, piselli come messaggi segreti … Continua a leggere

Vita (e morte) di un amministratore (is not a love story, baby)

  La stanza era piena di fumo, e il turno stava finendo.  La solita storia. Visto che era senza vincoli familiari, i turni  delle festività toccavano sempre a lui. Però in fondo gli piaceva, era comodo. Non doveva preoccuparsi di cenoni, feste e rotture varie. Mentre il mondo impazziva tra gli ultimi acquisti, le auto in colonna per neve, il … Continua a leggere