53 anni

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Ho 53 anni. Per questo, secondo la vulgata attuale del “se ne vajan todos” sarei da terminare come responsabile del disastro attuale. Qualsiasi cosa abbia fatto, è stata corresponsabile di quello che oggi stiamo vivendo, data la mia anagrafe.

Questi “nuovi soggetti sociali” capaci di “interpretare le modifiche della società” e che “utilizzano nuove forme di lotta“, sono, a detta di eminenti intellettuali, una piazza della quale dobbiamo tenere conto, con la quale confrontarci, lasciando perdere i ferrovecchi del nostro secolo, per riuscire ad interpretare le ansie e le problematiche delle nuove generazioni che si esprimono in modalità sganciate dalla tradizione, anche perchè non si sentono rappresentati da nessuno dei vecchi schemi destra/sinistra, violenza/nonviolenza e perchè no sopra/sotto, dentro/fuori, prima/dopo, flik/flok.

Questi sono gli alti dibattiti che mi capita di seguire sui social.

Ed è vero, di fronte a cotanta ed approfondita intellighenzia io mi sento arretrato, incapace, inadeguto.

Che ci volete fare, io continuo a pensare che quando qualcuno si da come obiettivo l’esercizio della violenza è un fascita.

Che infilarsi in una manifestazione con l’obiettivo di usarla per scopi non condivisi dalla stragrande maggioranza dei partecipanti sia una schifezza, una porcheria già vista (vero, nel secolo scorso) che da sempre ha provocato la fine dei movimenti.

Nei miei 53 anni ho attraversato almeno tre situazioni di forte crisi e di grandi movinmenti. Ho vissuto la fine del 68, chiusa da bombe e dalla collaborazione di fasciti e servizi.

Ho vissuto il 77, chiuso dalle pistolettate in via de amicis, sull’onda di un’impossibile lotta armata.

Ho vissuto genova e l’altromondismo. spezzata dal rito degli assalti alle zone rosse, con l’incapacità di uscire dalle logiche militari.

La violenza è sempre stata il metodo di sterilizzazione dei movimenti, il modo per chiuderli, per mettere la mordacchia alle legittime proposte di cambiamento.

E vedere i soliti (perchè io li conosco, non raccontatemi balle, le teste quelle sono) che decidono di usare una manifestazione per la loro personale battaglia, prevaricando il 99% dei presenti, con lunico  obiettivo quello di spaccare tutto, mi fa dire solo una cosa.

Questo è fascismo. Che sarà un modo vecchio di vedere le cose, legato al secolo scorso, frutto della mio archologicità. Ma che ci volete fare, ho una memoria che va oltre la durata delle clip dei fatti di Londra, e, purtroppo,

IO RICORDO.

PS ma il risultato di “se ne vadano tutti” sarebbe “resto solo io”?

53 anniultima modifica: 2011-10-17T10:05:34+00:00da saturninoz
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7 pensieri su “53 anni

  1. caro saturnino, io ho un pò di anni meno di te ( non tantissimi di meno) non ho vissuto molto di quel che dici e se l’ho vissuto ero troppo piccola, ma mi sono molto documentata e ho molto pensato circa i fatti che citi e quelli odierni…purtroppo non ti rendi conto di qualcosa di enormemente diverso e aberrante che c’è alla base di questi fatti e che fa cadere le tue similitudini…il nostro quotidiano è un’aberrazione che l’italia non ha mai vissuto, non c’è uno scontro tra classe dominante e fasce di estremisti, che sarebbe lo standar, il problema serio è che la sovversione dello stato viene promossa e auspicata dalla + alta carica dello stato stesso e non da gruppi circoscritti di estremisti…questo è ciò che fa di questo nostro periodo un “unicum” italiano quanto mondiale…questo è il motivo per cui alla manifestazione pacifica la stragrande maggioranza non ha fatto nulla per fermare i “violenti” se non sporadici quanto inutili interventi, semplicemente perchè gli esasperati in italia sono molti di + di quel migliaio di ragazzetti, non hanno neanche la loro incoscenza o coraggio, come si voglia chiamare, ma sono infinitamente di +…e la loro esasperazione ha un unico vero grande colpevole, l’unico vero black bloc d’italia, l’unico che può davvero distruggerla che fa di tutto per riuscirci, e molto probabilmente ( lo dico con la morte nel cuore) ci riuscirà, e lo sappiamo io, te le migliaia di pacifici e il pugno di inutili violenti….

  2. ogni storia per chi la vive è un unicum. Certo, la situazione odierna è estremamente complessa, probabilmente più delle precedenti. Certo, sono oramai almeno 20 anni che non ci sono prospettive per il futuro, e questo è pesantissimo da vivere, da sopportare. Ma il problema è che non è con la violenza che se ne esce. Ho visto troppe volte qualcuno proclamarsi avanguardia del popolo, e i risultati sono sempre stati una schifezza. Morti, eroina, carrieristi. Quando ci si da come obiettivo e strumento la violenza non si va da nessuna parte, anzi, si va solo verso un fallimento annunciato. Che non vuol dire che la violenza è bandita, ma che deve essere esercitata in contesti aggeganti. e sabato non era così. Spesso si cita la val susa, ma ci si dimentica che quella realtà è il frutto di 20 anni di lavoro comune e che non ci sono avanguardie che si arrogano ildiritto di forzare la massa. Oggi siamo qui a discutere di questo, invece che di come dare cirpom voce e gambe ad una lotta che èp condivisa (alemno nella fonte del problema) da moltissimi. Probabilmente in molti finiranno in galera, e questo per la miopia di alcuni. Se si vuole riuscire ad uscire dalla trappola del potere non è possibile usare gli stessi linguaggi.

  3. saturnino ti ripeto che non stai guardando il problema nel suo insieme, credi che ci sia chi fomenti la guerriglia senza pensare minimamente che forse è invece fisiologica evoluzione dello stato di cose, per colpa esclusiva di chi l’ha volutamene creata. l’italia è lo stato al mondo dove la democrazia ha + fallito, dove questa è facciata macilenta di un vero e proprio regime, dove questo regime concede spiccioli di pseudo-libertà ( e le tue manifestazioni pacifiche altro nn sono che questi spiccioli…) solo per mantenere in vita la farsa…senza contare poi tutti i borghesucci troppo impegnati a proteggere i propri miseri orticelli che mai vorrebbero cambiare e solo per questo…ma la forbice ha tagliato, il popolo è diviso in tre: chi vive nel lusso (meno del 10%), chi vive degnamente (30/40 %) e tutti gli altri in povertà e senza speranze…e questo divario assurdo può solo generare violenza….ovunque e in ogni tempo….

  4. ho presente il problema. ma la violenza non è la soluzione. anzi aiuta il 10% a mantenere lo status. e proprio chi si pone il problema deve trovare altre forme di lotta. i fatti di roma serviranno solo a permettere la repressione ad esempio della situazione della valsusa. Legfgiti gramsci, se vuoi capire meglio. Il fascismo si è battuto coinvolgendo il più possibile, non erigendosi ad avanguardie.

  5. il fascismo s’è sconfitto con una guerra civile nella guerra mondiale…il fascismo furbissimo mascherato da democrazia civile odierno non ho davvero idea di come si potrà battere, se la maggior parte della gente si accontenta di una parvenza di civiltà…probabilmente questo sarà lo stato di cose per l’eternità, passato il nano arriverà qualcun altro e la storia si ripeterà all’infinito…la tomba della civiltà umana…

  6. Condivido pienamente il tuo post, sono rimasta disgustata dai commenti che ho letto in rete, soprattutto da parte di persone che stimavo e che stimo ancora, ma molto meno. Il 15 ottobre era un’occasione preziosissima per dimostrare che un’alternativa è possibile ed esiste. Non è sfasciare le vetrine o bruciare auto l’alternativa. E non ce la faccio a sentire che la violenza è lo sfogo spontaneo di un disagio che non trova uno sbocco politico. Perché il movimento degli indignati (o come vogliamo chiamarlo) È una risposta politica alla crisi. Che vogliamo, un leader di partito che ci dica “affidatevi a me, ci penso io”? Il movimento va proprio nella direzione opposta, rifiuta la rappresentanza in favore di forme di democrazia diretta, partecipativa. Per questo il momento clou della giornata doveva essere l’assemblea finale, che però grazie ai disordini (che la polizia ovviamente ha avuto tutto l’interesse a non fermare in tempo) non si è tenuta.
    Il 15 ottobre doveva essere un punto di partenza, l’inizio di un modo nuovo di fare politica. Da ieri invece è ripreso tutto come prima, anzi, peggio di prima.

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