Gli intelligenti.

 

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E’ da ieri che mi sento ripetere la stessa domanda: ma tu sei per l’intervento in libia o no? Mi si chiede, se ho ben capito, se sono a favore di uno spietato dittatore che bombarda i suoi connazionali, o se sono a favore di chi fino a tre giorni fa era amico di questo dittatore, ci faceva affari, gli baciava le mani, lo eleggeva presidente della commissione ONU per i diritti civili e che di colpo ha scoperto che Gheddafi è un assassino pazzo, e che deve essere destituito.

Oppure mi si chiede se sono contro l’intervento umanitario, diventando automaticamente un inumano se confermassi la scelta negativa. E’ il solito schema, visto oramai innumerevoli volte, ma sempre efficace.

Prima si mettono in campo azioni che hanno come unico scopo il proprio interesse nazionale, anzi di alcuni settori di una nazione. Poi quando questi non funzionano più ci si appella all’urgenza dell’agire, alla sofferenza dei popoli, al dover fare qualcosa subito. Peccato che quello che succede è diretta conseguenza delle azioni precedentemente effettuate, e che nessuno dei nuovi “Giusti umanitari” abbia un minimo di credibilità e di progetti realmente tesi al benessere sia dei popoli sotto scacco che dei propri.

Ma la domanda che mi si fa è quella di prendere parte, di avere una posizione, perchè è intelligente avere una posizione. E dev’essere anche una posizione giusta, ci mancherebbe. Come quella dei giorni scorsi che ha visto celebrare il nazionalismo e il patriottismo come valori assoluti e fondanti.

Peccato che IL GIORNO DOPO siamo entrati in guerra. Peccato che ci si sia dimenticati, mentre si sventolava il tricolore e si stappavano bottiglie, di quanto il nazionalismo e la retorica patriottarda siano stati responsabili, sempre, di guerre e atrocità. In nome della patria Serba Milisevic ha scatenato la guerra in bosnia, in nome della patria abbiamo avuto milioni di morti in ambedue le guerre mondiali.

Che poi questi fossero solo motivi di propaganda e che fossero i soldi ed il potere i veri motivi delle guerre, poco importa. In molti son morti per quella bandiera, abbracciata da ambo e parti con l’idea di essere nel giusto.

Ma è necessario prendere una posizione, dire se si è patrioti o no, se si è per la guerra umanitaria o no, se si è intelligenti o no.

Scusate ma a me piacerebbe vedere delle politiche intelligenti, vedere dei progetti giusti, vedere degli sforzi opportuni. Per il bene di tutti e non per l’interesse di pochi. A costo di non essere intelligente.

 

Gli intelligenti.ultima modifica: 2011-03-20T21:25:39+00:00da saturninoz
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2 pensieri su “Gli intelligenti.

  1. Il giochetto è sempre quello di sovvertire i significati delle parole: se difindi al diritto ad una morte dignitosa, sei allora CONTRO la vita.
    Se sei contrario all’Odissea nel mediterraneo, allora sei CONTRO la guerra al terrorismo e difendi i dittatori e Al Qaeda.
    Se non sei allineato e lasci spazio ai neuroni del libero pensiero e della critica, allora sei un pericoloso destabilizzatore, Disobbediente.

    Ma, ribadiamo il concetto: si sta sicuramente meglio in “quel” posticino al caldo…. e lasciare che si sbrodolino nelle onde d’ipocrisia delle loro parole vane.
    Buona settimana, marziano.

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