Domani, domani..

 

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Era l’11 settembre, anzi no il 12. Del 1974. Dalla Tv arrivavano le notizie del Cile, del colpo di stato fascita, pagato dagli americani e della fine di un uomo gusto, Salvator Allende. Dello stadio di Santiago, riempito di oppositori, come un lager nzista. Un popolo che poi è sparito nel nulla, massacrato nelle caserme da boia di stato, con la benedizione della chiesa.

E in quelle sere, qui in Italia, molti non hanno dormito a casa. Molti, compagni, sindacalisti, uomini e donne, hanno pensato che fosse meglio essere irreperibili. La paura che anche qui potesse succedere era forte e presente. La storia poi ha scritto come sono andate le cose. Un golpe da operetta era nell’aria, più farsa che tragedia, ma che vedeva coinvolti diversi ambiti di quest’italia.

Certo ora le cose sono diverse. Certo adesso, mi si dirà, quello non è più possibile, immaginabile. Ma ne siamo sicuri? Io ho l’impressione che i fatti ci siano tutti, in questo che oramai non è più un paese. Non è un paese per donne, ridotte a immagine di contorno, nominate dal sultano per la disponibilità al piacere. Non è un paese per vecchi, con servizi e pensioni sempre più ridotti e distrutti. Non è un paese per giovani, schiavizzati e precarizzati all’inverosimile, privati di diritti e di formazione, carne da macello per il mercato del lavoro e dell’emigrazione. Non è un paese per Italiani, con un governo che non vuole celebrarne la nascita, impegnato più nella distruzione dello stato unitario che nella sua promozione.

E quindi perchè non dovrebbe succedere? perchè il Tappone dovrebbe rinunciare ai suoi privilegi e ai suoi progetti, ben elencati in quello che resta il canovaccio di questi mutandari impuniti, ovvero il piano fenice di P2iana memoria?

Non so voi, ma a me il dubbio sorge. Abbiamo dei ministri fasciti e razzisti nei posti chiave del governo. Abbiamo dei dirigenti delle forze di polizia inquisiti e condannati per atti gravi, come quelli di genova. Che garanzie democratiche danno questi signori? davvero qualcuno può pensare che siano disposti ad anteporre l’interesse dello stato al proprio tornaconto?

Forse non è più il caso di resistere, resistere, resistere soltanto. ma dobbiamo vigilare, dobbiamo restituire colpo su colpo agli strappi democratici e alle mire di Lorsignori. Cominciando da domani, da quando ad un giudice di Milano dovrà dire se il sultano deve essere giudicato o meno. Non lasciamolo solo, non lasciamoci soli.

Domani, domani..ultima modifica: 2011-02-13T11:58:00+00:00da saturninoz
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