un tranquillo olocausto borghese

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Sera piovosa, sono davanti alla mia tastiera, illuminato dal video, solleticato da un buon disco. Il tepore della casa mi avvolge, un buon bicchiere, il cane accoccolato tra le gambe.

Mentre fuori di qui qualcuno viene sgomberato da case di cartone e lamiera, uniche proprietà faticosamente conquistate. Altri stanno sopra una gru a buttare l’anima per un pezzo di carta, per un futuro già pagato.

E giovani donne sudano nelle mani di bavosi vecchi pieni di soldi, incapaci di ricevere amore disinteressato, chimicamente artefatti.

Tra vecchi impauriti dal futuro che si sono costruiti e giovani ammutoliti dal futuro che gli hanno preparato.

Sento il premier delirare l’ennesima cazzata razzista, sessuofoba, vomitevole.

Ascolto gli schiavi volontari osannare l’ultima stronzata, riempirla di spessore, come un soufflè di merda che lievita nei forni delle loro coscenze malate.

Un piccolo olocausto borghese riempie il mio tempo, mieloso e venefico nella coscienza. Di questo moriremo, di questo siamo responsabili.


un tranquillo olocausto borgheseultima modifica: 2010-11-15T13:54:35+00:00da saturninoz
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